Capras, al secolo Stefano Caprina, uomo curioso, grafico e comunicatore visivo, vignettista satirico, classe 1955, fondatore nel 1994 del Sodalizio Mvschiato (fucina di menti amene e libere dedite alla satira) e istituitore del Convento dei Padri Daltrondisti.
Allievo e amico di Alberto Fremura, Ettore Borzacchini e Marc Sardelli, pilastri della storia degli ultimi cinquant’anni di satira nazionale. L’incontro con maestri di tale calibro è stato determinante, anche se gli ha stroncato irrimediabilmente un futuro da architetto o da assessore al traffico a piede libero.
Capras ha l’intuito della forma e della parola, che sintetizza nel disegno, nella vignetta, nell’aforisma.
Inventore di alfabeti e altre trappole grafico-esoteriche, conserva le fantasie dell’infanzia e le loro volute; coltiva la sveglia della perfidia, il graffio grafico e il sonno della ragione; tira di fioretto col pennino. Di fronte alle miserie dell’umanità, produce come in trance e si sveglia con le sue opere disegnate da un avatar alieno.
Non ha intenzione di farsi guarire da nessuno, non crede nell’aldilà e, possibilmente, vuole morire con il pennello in mano, in una stagione temperata a Livorno, stroncato da un infarto creativo.
Artista livornesissimo, grafico pubblicitario, disegnatore, Camerlengo della conventicola del Sodalizio Mvschiato, del quale celebra e promuove le memorie e i fasti in qualità di Sodale a Vita, Capras è fine umorista che traduce la sua ironia in pungenti e argute vignette. Sferzanti e micidiali, colgono difetti e idiosincrasie della società contemporanea, portando a nudo situazioni e comportamenti umani in modo irresistibile, trasformandoli in puro oro comico.
Capras è anche autore di quadri (unica vanità che si concede), il cui impianto e i cui soggetti sentono fortemente l’influenza della sua formazione di grafico e di comunicatore. Di essi dice:
Raramente hanno un progetto, ma nascono di getto dalla dettatura del mio inconscio, come in trance (come ha scritto un amico giornalista). Mi sveglio e li trovo lì già fatti. Talvolta è meglio non svegliarsi.
Alla domanda su cosa sia l’ironia, egli risponde:
Non prendersi troppo sul serio e porre su un altare di ridicolo chi lo fa. Vedere che sotto i vestiti siamo tutti nudi e immaginare i più pettoruti sulla tazza del water. Ridicolizzare il vanitoso che si ritiene Esperto e non lo è affatto. Ridere un po’ di me stesso che sto dicendo queste cose. Penso che basti.
- Cacciata dei diavoli da sutri, 2026, tecnica mista su cartoncino, 39 x 39 cm.
- Eroi allo specchio, 2026, tecnica mista su cartoncino, 41,5 x 41,5 cm.
- Bada se mi levi un occhio, 2025, tecnica mista su cartoncino, 26 x 34 cm.
- Loro vanno, 2025, tecnica mista su cartoncino, 29 x 39 cm.
- Foglie di vecchi amori, 2025, china, colori Ecoline su cartoncino, 30 x 45 cm.
- Instabilità affettiva, 2025, tecnica mista su cartoncino, 39 x 29 cm.
- Il rinoceronte innamorato, 2025, tecnica mista su cartoncino, 30 x 40 cm.
- 8. Sorsi d'amore, 2025, tecnica mista su cartoncino, 29 x 39 cm.
- La mela blu sul filo, 2025, tecnica mista su cartoncino, 29,5 x 21,5 cm.
- Affetti instabili, 2025, tecnica mista su cartoncino, 40 x 30 cm.
- Casa di bambola con filo, 2025, tecnica mista su cartoncino, 28 x 22 cm.
- I diavoletti, 2026, tecnica mista su cartoncino, 23 x 28 cm.
- 13. Avete prenotato? , 2026, china, colori Ecoline, 28 x 22 cm.
- Lui va alla guerra, 2024, tecnica mista su cartoncino, 26 x 26 cm.
- Il bucato, 2025, china, colori Ecoline, 30 x 22 cm.
- L'omo, 2025, china su cartoncino, 18 x 25 cm.
- Ulisse e Penelope, cratere terracotta dipinta a mano e smaltata, h. 22 larg. 48 cm.
- Bada se mi levi un occhio, cratere terracotta dipinta a mano e smaltata, h. 22 larg. 48 cm.



















